Pugno di scimmia, bocca di lupo e coda di maiale

No, non è l’elenco degli ingredienti di una pozione magica da aggiungere in sequenza nel calderone della strega. Si tratta semplicemente del nome dei nodi che si possono fare sui terminali delle linee della barra da kite e del nome di quello di un piccolo pezzo di cima che, solitamente, ha questi nodi alle sue estremità. Ad utilizzare questi nomi non sono solo i kiter italiani, anzi, questi termini sono praticamente internazionali e mantengono gli stessi riferimenti anche in inglese. Il pugno di scimmia è il “monkey’s fist“, così come la bocca di lupo è il “wolf’s mouth knot”. Lo stesso vale per il codino del maiale, ossia il “pigtail“.

Il pugno di scimmia è, in generale, nella nautica, quel nodo che si utilizza per appesantire i terminali delle cime in modo tale da poterle lanciare da una barca all’altra, dando loro una direzione. Sulle navi, queste cime, vengono legate alle gomene di ormeggio, che invece sono troppo pesanti per essere lanciate. Gli ormeggiatori che si trovano sul molo, afferrano la cima lanciata nella loro direzione grazie al pugno di scimmia e la usano per trascinare la gomena sulla bitta di ormeggio. Come nodo d’arresto, al pari del nodo semplice o del nodo savoia, ha la caratteristica d’impedire che le cime si sfilino da fori o da bozzelli. Basta osservarlo per capire che è forse la soluzione migliore quando non si vogliono correre rischi di fuoriuscita, nemmeno quando la cima è sottoposta ad una forte trazione.

Il pugno di scimmia non è un nodo semplice da realizzare, soprattutto se, oltre alla sua funzionalità, si guarda anche all’estetica. Molti usano inserire una pallina più o meno morbida nel mezzo del nodo, sia per una questione di peso, sia per una questione di volume. Essendo molto bello da vedersi, sono in molti ad utilizzare il pugno di scimmia come portachiavi. Si può fare un pugno di scimmia decidendo il numero di volte che si ripeteranno i giri sui diversi assi: più avvolgimenti corrispondono ad nodo più tozzo, con meno avvolgimenti si otterrà qualcosa di meno ingombrante.

Il pugno di scimmia nel kitesurf è ridotto all’osso per praticità. Non c’è alcun bisogno di realizzare il nodo con un minimo di giri per ciascun asse di simmetria, anzi: è possibile fare addirittura un unico giro su un unico asse, praticamente un nodo semplice, che però funzionerà come il migliore e più grande pugno di scimmia se usato in combinazione con una bocca di lupo.

La bocca di lupo ha questo nome perché ha la caratteristica di assomigliare, osservato di lato, a due canini della dentatura di un lupo (ricurvi). Sia che venga utilizzato come nodo di avvolgimento, sia come nodo di giunzione, richiama un sistema di aggancio che torna su se stesso. Anche i trapezisti del circo usano, come presa più affidabile durante le loro evoluzioni, quella con la configurazione delle loro braccia “a bocca di lupo”. È un nodo molto antico e veniva spesso utilizzato per legare il bestiame (quando ancora la nautica da diporto non esisteva, veniva chiamato “cow hitch” ossia “ferma mucca”). Due cime dello stesso diametro, unite con una bocca di lupo, sono destinate a non separarsi mai, se sottoposte a trazione.

Ci sono diversi modi per realizzare una bocca di lupo e chi fa kite sa che il modo migliore per ottenere una giunzione a prova di bomba, ma che sia anche facile da sciogliere in ogni momento è proprio la combinazione di un pugno di scimmia e di una bocca di lupo, in qualunque modo sia fatto.

Il codino (di maiale) è la traduzione di pigtail, ma questo termine è in genere mantenuto non tradotto anche in italiano. Si tratta di una cimetta, lunga al massimo 20 cm che ha un pugno di scimmia da un lato e una bocca di lupo dall’altro oppure due bocche di lupo da entrambi i lati (è sempre possibile ottenere una buca di lupo a partire da un semplice “collo” di una cima ricucita o reintrecciata su se stessa). Basta osservare un pigtail e la coda di un maiale per convincersi che si assomigliano davvero troppo per non utilizzare quel termine per entrambi i significati. I terminali delle linee delle barre da kite, per conservare il massimo dell’adattabilità e della versatilità nei confronti delle vele alle quali possono essere agganciate, prevedono l’utilizzo di tanti pigtail quante sono le linee terminali (solitamente 4 o 5). In questo modo si possono fabbricare linee tutte uguali, con terminali a bocca di lupo, alle quali verranno agganciati i pigtail.

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