Dove si può fare?

Ovunque ci sia uno specchio d’acqua

Ovviamente in mare vanno rispettate le ordinanze della capitaneria di porto locale. Generalmente potete trovare queste ordinanze pubblicate sul sito della guardia costiera che è diviso per sezioni corrispondenti ai vari compartimenti marittimi in cui è diviso lo spazio del litorale italiano. Non tutti i laghi sono navigabili a vela e/o balneabili, quindi attenzione anche in quel caso. Si può fare kitesurf anche sulla neve, su strada o sul ghiaccio, ma si tratta di discipline differenti, dove una caduta corrisponde ad un tuffo su qualcosa di molto più duro dell’acqua. Inoltre, anche l’attrezzatura è diversa.

Per praticare il kitesurf, servono dai 12/14 ai 35 nodi. 1 nodo (kn – knot) è l’unità di misura associata alla velocità del vento e corrisponde a 1.852 Km/h ovvero ad 1 miglio nautico all’ora). Si può entrare in acqua con vento inferiore o maggiore di questo range di vento, ma è necessaria molta esperienza e materiale adatto. L’importante è che il vento soffi parallelo (side-shore) o verso la costa (on-shore). Potrebbe essere molto pericoloso fare kitesurf in luoghi dove il vento arriva da terra.

Esistono delle applicazioni per smartphone in grado di selezionare le previsioni del tempo in funzione delle informazioni che interessano la pratica del nostro sport. Grazie a questi software, che abbiamo praticamente sempre a portata di mano, possiamo prevedere l’intensità, la direzione e il verso del vento in un determinato posto dove si pratica il kitesurf (in gergo: “spot”).

Ecco i link ad alcune di queste App, consultabili anche da desktop: Windy – Windfinder